Senua’s Saga: Hellblade II ha il grande sapore di un film, di un vero e proprio film thriller, a sfondo psicologico, esoterico, horror fantasy. E’ però un videogame, dal gameplay relativamente limitato, assai lineare, di breve durata, ma che associa, a detti presunti limiti, una narrazione, un disegno, un’atmosfera davvero sublimi. Per questi pregi e difetti può più o meno piacere, ma è indubbio il fatto che, nell’ambito di tale genere videoludico, raggiunga vette qualitative elevate o di eccellenza. Chi predilige la libertà di movimento, il gameplay spinto, il ruolo, l’open world, giocando a Suena’s Saga non può non avvertire il senso di un freno. Ma non può neanche non essere coinvolto da una ambientazione, da una suspense, dal senso di una dimensione psicologica e surreale, eccelsi. La narrazione implica un itinerario, talora claustrofobico, in una semidesertica e mitologica terra d’islanda dell’epoca medievale, con Senua quale eroina protagonista, persa nella sua sete di vendetta e nelle sue paure profonde. Nella vicenda si alternano e si intrecciano, come le due facce di una medaglia, realtà e sogno, terra e spirito, natura ed incubo, male e bene, la guida di spiriti del bene e l’oppressione di mostri e fantasmi. Il percorso è corredato ed arricchito di misteri e di enigmi. Ed alla storia fa da colonna sonora la successione di appropriati momenti sonori, ora ambient ed ora sinfonici, decisamente appropriati, ad accrescere la insita e profonda sensualità dell’opera…
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grafica
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atmosfera
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narrativa
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bassissima longevità
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eccessiva linearità