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Riguardo al prodotto
Tu sei Kyle Crane. Dopo essere stato catturato dal Barone e sottoposto a esperimenti indicibili per anni, sei riuscito a scappare. Ma le cicatrici sono rimaste: il tuo DNA umano si è intrecciato con quello degli zombie e ora dentro di te si annida una Bestia. Affrontare il conflitto interiore e far prevalere la tua umanità è l’unico modo che hai per vendicarti.
Ambientato nella tanto affascinante quanto pericolosa valle di Castor Woods, che un tempo veniva presa d’assalto da orde di turi...
Tu sei Kyle Crane. Dopo essere stato catturato dal Barone e sottoposto a esperimenti indicibili per anni, sei riuscito a scappare. Ma le cicatrici sono rimaste: il tuo DNA umano si è intrecciato con quello degli zombie e ora dentro di te si annida una Bestia. Affrontare il conflitto interiore e far prevalere la tua umanità è l’unico modo che hai per vendicarti.
Ambientato nella tanto affascinante quanto pericolosa valle di Castor Woods, che un tempo veniva presa d’assalto da orde di turisti ora soppiantate da orde di zombie, Dying Light: The Beast unisce in maniera inconfondibile la libertà del mondo aperto all’azione degli horror di sopravvivenza. Per eliminare il tuo aguzzino dovrai fare ricorso ad alleanze fragili, alle varie possibilità di spostamento e alle tue abilità di combattimento.
Ma fa’ attenzione! Là fuori si lotta per la sopravvivenza ad ogni singolo passo, soprattutto quando cala il sole e la tensione si acuisce con la comparsa dei veri orrori della notte!
Metà Bestia, metà sopravvissuto
Vesti i panni di Kyle Crane, un eroe unico nel suo genere, il cui DNA contiene frammenti sia di un sopravvissuto... che di una Bestia. Alterna gli stili di gioco e vivi in prima persona il tormento interiore tra essere umano e mostro, che porterà all’accettazione ultima di una forza inarrestabile.
Una forza primordiale
Porta all’estremo l’efferatezza dei combattimenti di Dying Light e spingi la brutalità oltre ogni limite umano mentre fracassi crani, mozzi teste e fai a pezzi i nemici, il tutto provando a gestire un eroe i cui poteri bestiali, alimentati dalla furia, sono in costante evoluzione.
Domina il giorno, temi la notte
Il marchio di fabbrica della saga di Dying Light: due esperienze profondamente diverse tra loro, quella diurna e quella notturna, che si fondono per creare un’unica, indimenticabile avventura. Di giorno, avventurati alla ricerca di risorse e gestisci al meglio l’ansia del tempo che scorre, perché è al calar del sole che si scatenano gli orrori notturni che ti lasceranno solo tre scelte: correre, nasconderti o combattere per la tua vita.
Conquista i tetti, Domina la strada
Lasciati coinvolgere dall’adrenalina della miglior esperienza di parkour in prima persona in circolazione e divertiti a saltare di tetto in tetto e ad aggirare qualsiasi ostacolo grazie a un sistema di movimento accessibile a tutti, ma allo stesso tempo estremamente gratificante per chiunque riesca a padroneggiarlo. E puoi persino metterti al volante di un veicolo fuoristrada e asfaltare orde di zombie godendoti la libertà senza precedenti di un mondo aperto trasversale.
Un’affascinante apocalisse zombie
L’apocalisse zombie realizzata a mano prende vita grazie a grafiche mozzafiato di ultima generazione, in cui ogni dettaglio racconta una storia di sopravvivenza. Perditi nella valle di Castor Woods, ispirata dalla maestosità delle Alpi svizzere, e in tutti i suoi biomi: città turistica, area industriale, parco nazionale, fattorie e paludi; ciascuno di essi ricco di fascino... e putrefazione.
Condividi l’avventura
Assembla una squadra fino a 4 giocatori per affrontare i pericoli di Castor Woods in co-op e affrontare insieme ogni scontro, ogni scoperta e ogni passo tortuoso della storia. Serviti della progressione condivisa per ultimare l’intera avventura al fianco dei tuoi compagni e tenere testa a nemici spietati, rovistare in cerca di risorse e coprirvi le spalle a vicenda per sopravvivere.
Recensione – Dying Light: The Beast
Dying Light: The Beast è, come hanno detto in molti, il vero Dying Light 2: il gioco che stavamo aspettando dopo il primo capitolo.
In The Beast si percepisce chiaramente la voglia di Techland di rialzarsi e dimostrare quanto ascolti i giocatori. Qui ritroviamo Kyle Crane, segnato da anni di torture inflitte dal Barone, ma più forte e determinato che mai.
Ma andiamo con ordine.
Grafica, personaggi e ambientazione
La grafica di The Beast è solida: belle texture e una resa visiva convincente. Il ray tracing, personalmente, lo trovo quasi superfluo, perché l’illuminazione di base è già molto ben realizzata.
Le ambientazioni sono uno dei punti di forza. Old Town, ad esempio, sembra una cittadina realmente esistente: credibile, coerente e viva. Anche le altre zone sono ben strutturate e facilmente riconoscibili. In confronto, Dying Light 2 soffriva di ambienti spesso irrealistici e poco evocativi.
I personaggi sono realizzati bene: nulla che gridi al miracolo, ma svolgono il loro ruolo senza sbavature. Gli zombie, invece, sono un netto passo avanti rispetto sia al primo che al secondo capitolo: qui tornano a sembrare veri zombie, meno “malati” e più inquietanti.
Storia
La trama di Dying Light: The Beast mi è piaciuta. È vero, ci sono elementi classici come il cattivo, la vendetta e i buoni, ma spesso è come una storia viene raccontata a darle valore, e qui il racconto funziona.
Kyle Crane torna in grande forma, con i suoi toni ironici e la voglia di spaccare teste. Il doppiaggio è ottimo, davvero di qualità, così come la scrittura generale.
L’unica vera pecca è il modo in cui viene trattato il passato di Crane: quello che ha subito per anni avrebbe meritato un tono più serio e maturo. Si poteva osare di più sul piano emotivo.
Il Barone è un personaggio ben scritto, ma purtroppo poco sfruttato: un vero peccato.
Le missioni secondarie, invece, sono una piacevole sorpresa: mai banali, mai puro “facchinaggio”, e sempre interessanti.
Dispiace solo rendersi conto, una volta completato tutto, che l’esperienza è un po’ breve. Lascia la sensazione di volerne ancora, ma confido in Techland per futuri DLC o contenuti aggiuntivi.
Per evitare spoiler, mi fermo qui.
Gameplay
Qui arriviamo al cuore del gioco. Il gameplay di Dying Light: The Beast è divertente, ma soprattutto spicca la fisica. Torna quel feedback dei colpi che mi aveva fatto passare ore sul primo Dying Light (ancora oggi ottimo).
I corpi si ammassano in modo realistico, gli zombie sono numerosi e questo rende ogni scontro caotico e appagante. Tutte le armi sono divertenti da usare, comprese quelle pesanti, così come molotov e lanciafiamme.
Detto questo, ci sono problemi evidenti, e riguardano soprattutto effetti di stato ed esplosioni.
Gli effetti di stato – in particolare elettricità e veleno – sono sottotono. Nel primo capitolo l’elettricità era molto più efficace: gli zombie restavano elettrificati anche a terra, mentre qui l’impatto è minore. Il veleno, invece, si riduce quasi a qualche lucina verde ed è poco incentivante da usare.
Le esplosioni sono il vero tallone d’Achille. O gli zombie pesano una tonnellata, o le esplosioni sono completamente depotenziate. Mine, granate e C4 non restituiscono un feedback soddisfacente: gli zombie non vengono sbalzati via, ma semplicemente si spostano di lato.
Nel secondo capitolo era forse troppo esagerato, ma qui si è passati all’estremo opposto. Nel primo Dying Light il bilanciamento era decisamente migliore, e spero che Techland sistemi questo aspetto, perché migliorerebbe molto il gameplay.
C’è poi un altro problema fastidioso: gli zombie morti a terra sembrano “annullarsi”. Se fai esplodere una C4 su un ammasso di corpi, questi non reagiscono minimamente, come se non esistessero. Rimangono lì, immobili. No, così non funziona. Spero davvero venga sistemato con una patch.
Conclusioni
In definitiva, Dying Light: The Beast mi è piaciuto. Ha una buona storia, un ottimo ritorno di Kyle Crane e una fisica nel gameplay che ricorda il meglio del primo capitolo.
Ci sono aspetti da rifinire – soprattutto esplosioni ed effetti di stato – ma la base è solida e promettente.
Grazie per la lettura.
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