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IXVI
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Darksiders 3 Deluxe Edition
100
Darksiders 3 è un titolo stabile ma tutt'altro eccelso, pieno di buoni propositi ma in parte funestato da una visione non completamente a fuoco. Ha un incedere ben scandito dal sistema di sviluppo e un level design pieno di sorprese, ma rispetto ai vecchi episodi sembra aver perso qualcosa praticamente da ogni punto di vista. Le rinunce principali sono quelle fatte sul fronte narrativo e stilistico: il racconto è nebuloso e inconsistente, la sceneggiatura arranca, e il colpo d'occhio vive costantemente di alti e bassi, alternando affascinanti prospettive post-apocalittiche e personaggi indovinati a scorci e comparse estremamente triviali. Chiudendo un occhio sul racconto si riesce a vivere un'avventura interessante, che per una quindicina di ore ci porta in un mondo infernale che va esplorato da cima a fondo. Perdendo la struttura “alla Zelda” e i suoi dungeon machiavellici il gioco è diventato sicuramente più classico e tradizionale, meno dirompente nel panorama attuale, e questo sarà il dolore più grande per i fan di vecchia data. D'altro canto riscoprendo il valore ludico dell'osservazione e dell'esplorazione, e mescolandolo con un combat system non proprio raffinato ma comunque rapido e scattante, l'opera si dimostra in grado di conquistare i fan del genere. Rimane lontana anni luce dall'eccellenza che hanno di recente mostrato altri esponenti della categoria, e forse proprio per questo avrebbe potuto provare a distanziarsene, sfruttando appunto gli enigmi del primo capitolo della serie oppure la dimensione potentemente ruolistica del secondo. Senza questi due elementi Darksiders 3 resta un gioco solido ed efficace, ma d'altro canto del tutto regolare
Dying Light: The Following - Enhanced Edition
100
Dying Light è l'imponente realizzazione di un'idea che con Dead Island era rimasta appena sottotraccia. Il team di sviluppo si è fortunatamente liberato da quella goliardica inconsistenza che aveva reso moderatamente futili gli zombie di Banoi, e ci presenta un progetto next-gen finalmente compiuto. Non eccezionale sul fronte dell'intreccio, il gioco è capace di costruire un contesto affascinante e credibile, lontano dai toni apocalittici di tanti altri congeneri ed al contempo attento a recuperare una dimensione prettamente urbana dell'invasione zombie, vista in Io Sono Leggenda ed in poche altre produzioni. Quello che più conta, comunque, è il fatto che Dying Light recuperi e valorizzi l'utilizzo esemplare che Mirror's Edge aveva fatto della prima persona, “costringendo” il giocatore a confrontarsi costantemente con l'ambiente di gioco, a curiosarci dentro, esplorarlo, “leggerlo” e sfruttarlo a proprio vantaggio. Basta questo per rendere ogni sequenza di gioco incredibilmente avvolgente, e ben lontana -anche al netto della struttura di qualche missione- dalla noia monocorde del “late game” di tanti free-roaming. Anche Dying Light ha qualche problema di “tenuta”, legato purtroppo al sottofondo ruolistico che, sulla lunga distanza, smussa un po' le tensioni da survival presentissime invece nel corso delle prime ore di gioco. Lamentarsi troppo sarebbe davvero ingiusto, per un titolo che resta, anche coi suoi spigoli, uno dei migliori Zombie Game degli ultimi anni

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